VIDEO INTERVISTA A RADIO CANALE ITALIA – STORYTIME
(VIDEO ALLA FINE DELL’ARTICOLO)
Insegnare l’inglese per cambiare il destino di un territorio
Lingua, identità e sviluppo nel progetto Mezzogiorno d’Italia
Nel corso dell’intervista rilasciata a Storytime Evoluzione Radio negli studi di Napoli, ho avuto l’opportunità di affrontare un tema che mi sta profondamente a cuore: il valore dell’insegnamento della lingua inglese come strumento di trasmissione culturale e leva strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno d’Italia.
Non si tratta semplicemente di imparare una lingua straniera.
Si tratta di costruire ponti.
Di riscrivere una narrazione.
Di dare voce, nel mondo, a un territorio che troppo spesso viene raccontato solo per ciò che non funziona.
Con il progetto Mezzogiorno d’Italia, nato all’interno di Global Translations, ho deciso di unire tre dimensioni che da sempre caratterizzano il mio percorso professionale:
- la linguistica (traduzione, interpretariato, formazione),
- il marketing e la comunicazione internazionale,
- l’analisi socioculturale del territorio.
L’obiettivo è chiaro: trasformare le lingue in uno strumento operativo di valorizzazione identitaria ed economica.
Il Mezzogiorno non è un problema: è un patrimonio
Quando si parla di Sud Italia, la narrazione dominante è spesso negativa: malaffare, inefficienza, arretratezza. È una rappresentazione parziale, semplificata e profondamente ingiusta.
Il Mezzogiorno è:
- patrimonio artistico,
- artigianato d’eccellenza,
- tradizione manifatturiera,
- cultura gastronomica,
- creatività imprenditoriale,
- resilienza sociale.
Pensiamo alla Reggia di Caserta: uno dei complessi monumentali più grandi d’Europa.
Pensiamo al sito borbonico di Belvedere di San Leucio e alla tradizione serica locale, che per qualità e prestigio compete con le migliori produzioni internazionali.
Eppure, quante di queste eccellenze hanno una presenza strutturata sui mercati esteri?
Quante dispongono di contenuti professionali in inglese?
Quante hanno sviluppato un piano di internazionalizzazione coerente con il loro valore reale?
Qui entra in gioco la lingua.
Lingua come infrastruttura invisibile dello sviluppo
L’inglese oggi non è una competenza opzionale. È un’infrastruttura strategica.
Senza lingua:
- non c’è export strutturato,
- non c’è marketing internazionale,
- non c’è accesso a investitori esteri,
- non c’è valorizzazione turistica efficace,
- non c’è dialogo interculturale autentico.
Nel mio lavoro ho visto aziende straordinarie rimanere invisibili semplicemente perché non erano in grado di raccontarsi oltre i confini nazionali.
Un sito web tradotto male, una brochure non localizzata, un pitch commerciale privo di adattamento culturale possono compromettere mesi di lavoro.
La lingua non è traduzione letterale.
È mediazione culturale.
È strategia.
Il progetto “Mezzogiorno d’Italia”: una visione integrata
Il progetto Mezzogiorno d’Italia nasce da una constatazione semplice:
il Sud ha risorse immense, ma manca spesso una regia linguistica e comunicativa internazionale.
La mia proposta si articola su tre assi principali:
- Valorizzazione culturale internazionale
Creazione di contenuti multilingue per:
- siti istituzionali,
- musei,
- audioguide,
- brochure turistiche,
- eventi culturali.
Un esempio concreto è il progetto di potenziamento comunicativo legato alla Reggia di Caserta, con l’idea di sviluppare materiali multilingue professionali e coerenti con il posizionamento internazionale del sito.
- Supporto all’export e all’internazionalizzazione
Ho seguito personalmente aziende locali nella costruzione di:
- business plan internazionali,
- piani marketing per mercati esteri,
- mediazione commerciale con interlocutori stranieri,
- adattamento linguistico e culturale delle comunicazioni.
In un caso specifico, ho lavorato sull’export della seta prodotta a San Leucio verso paesi dell’Est Europa e Stati Uniti, integrando competenze linguistiche e marketing strategico.
- Formazione linguistica orientata al territorio
Non insegno inglese in modo astratto.
Lo insegno con un obiettivo: rendere persone e imprese capaci di agire sul mercato globale.
Internazionalizzare per restituire valore
Un passaggio centrale dell’intervista riguarda un concetto chiave: molte produzioni artigianali italiane sembrano “antieconomiche” se lette solo con la lente del mercato locale.
Un tessuto tinto naturalmente richiede tempo.
Un prodotto artigianale richiede competenza manuale.
Una lavorazione tradizionale non è scalabile industrialmente.
Ma su un mercato internazionale, quel tempo diventa valore.
Quella lentezza diventa qualità.
Quella tradizione diventa unicità.
Internazionalizzare significa:
- aumentare il valore percepito,
- rafforzare il brand territoriale,
- creare occupazione locale,
- trattenere competenze sul territorio.
La lingua è il ponte che rende possibile tutto questo.
Mediazione culturale: molto più della traduzione
Durante la mia esperienza di collaborazione con aziende dell’Est Europa, in particolare in Lituania, ho potuto osservare da vicino quanto sia determinante la dimensione culturale.
Non basta tradurre un contratto.
Occorre comprendere:
- modelli decisionali,
- gerarchie aziendali,
- formalità comunicative,
- sensibilità locali.
La mediazione linguistica efficace richiede:
- competenza tecnica,
- conoscenza del mercato,
- capacità relazionale,
- esperienza di marketing.
È questo approccio integrato che applico nel progetto Mezzogiorno d’Italia.
Lingue, dialetti e identità
Una riflessione importante emersa nell’intervista riguarda il ruolo delle parlate locali.
Il dialetto non è un ostacolo.
È una radice.
Ma perché una radice diventi forza, deve dialogare con il mondo.
La vera sfida non è scegliere tra identità locale e apertura globale.
È integrare le due dimensioni.
Si può essere profondamente meridionali e perfettamente internazionali.
Il mio approccio all’insegnamento dell’inglese
Nel mio metodo didattico, la prima competenza su cui lavoro è il listening.
Perché?
Perché se non comprendi ciò che l’altro ti sta dicendo, non puoi interagire.
È un principio semplice ma rivoluzionario.
La comunicazione efficace nasce dall’ascolto.
Nel mio percorso formativo:
- Rafforzo la comprensione passiva.
- Costruisco sicurezza comunicativa.
- Sviluppo produzione orale contestualizzata.
- Integro simulazioni reali di contesti professionali.
Questo approccio è parte del mio metodo FASTLANG™ – Focus, Action & Speaking Training for Languages, che applico anche in chiave territoriale.
Il ruolo del giornalista: osservare e raccontare
Essere giornalista mi ha insegnato una cosa fondamentale:
prima di parlare, bisogna osservare.
L’osservazione del territorio è il punto di partenza per qualsiasi progetto di valorizzazione.
Non si può esportare ciò che non si è compreso a fondo.
Il mio lavoro si colloca quindi all’intersezione tra:
- analisi socioculturale,
- comunicazione strategica,
- formazione linguistica,
- consulenza per l’internazionalizzazione.
Scuola e nuove generazioni: una responsabilità cruciale
L’insegnamento nel Mezzogiorno non può limitarsi a trasmettere nozioni.
Deve:
- rafforzare identità,
- sviluppare competenze globali,
- stimolare mentalità imprenditoriale,
- favorire mobilità internazionale consapevole.
Un giovane del Sud che parla inglese fluentemente:
- può lavorare all’estero,
- può attrarre investimenti,
- può promuovere il proprio territorio,
- può tornare con competenze nuove.
L’inglese non è fuga.
È possibilità.
Una nuova narrazione del Sud
Il progetto Mezzogiorno d’Italia è, in ultima analisi, un progetto narrativo.
Cambiare la narrazione significa:
- mostrare eccellenze,
- raccontare storie positive,
- costruire reputazione internazionale,
- creare fiducia.
La reputazione territoriale si costruisce nel tempo, ma può essere distrutta in pochi istanti.
La comunicazione multilingue professionale è uno strumento di tutela oltre che di promozione.
Imprese, professionisti, istituzioni: un’alleanza necessaria
Perché il progetto funzioni, è necessario un lavoro di rete:
- imprenditori locali,
- enti pubblici,
- scuole,
- università,
- professionisti della comunicazione,
- operatori turistici.
La lingua è il denominatore comune.
Il futuro del Mezzogiorno passa dall’educazione linguistica
Non possiamo chiedere al mondo di scoprire il Sud se non siamo in grado di raccontarlo in modo professionale.
Non possiamo attrarre turismo di qualità senza contenuti adeguati.
Non possiamo competere sui mercati esteri senza competenza linguistica.
Investire nell’insegnamento dell’inglese significa investire nello sviluppo.
Conclusione: una visione concreta, non retorica
Questa intervista non è stata solo un’occasione di confronto.
È stata la sintesi di una visione che porto avanti da anni.
Il Mezzogiorno d’Italia non ha bisogno di assistenzialismo comunicativo.
Ha bisogno di strategia.
Ha bisogno di:
- lingua,
- competenza,
- marketing,
- mediazione culturale,
- formazione strutturata.
Come fondatore di Global Translations – Tommaso Passaretta Traduzioni, il mio impegno è chiaro: trasformare le lingue in uno strumento operativo di crescita territoriale.
Perché il Sud non è periferia.
È centro di cultura.
E merita un palcoscenico internazionale all’altezza della sua storia.
Vuoi contribuire al progetto?
Se sei:
- un imprenditore del Sud che vuole internazionalizzare,
- un ente culturale che desidera valorizzare il proprio patrimonio,
- una scuola interessata a potenziare l’inglese in chiave territoriale,
- un professionista che vuole sviluppare competenze linguistiche strategiche,
puoi contattarmi attraverso:
🌐 www.globaltranslations.it
📧 info@globaltranslations.it
Costruiamo insieme una nuova narrazione del Mezzogiorno.
In inglese.
Nel mondo.