Il Business English che ti serve non è quello del libro: è quello delle situazioni reali
C’è una domanda che, secondo me, dovrebbe venire prima di qualsiasi corso di Business English.
Non è:
“Qual è il tuo livello?”
Quella domanda è importante, naturalmente.
Ma ce n’è un’altra che può essere ancora più utile:
“Che cosa devi fare, concretamente, in inglese durante la tua giornata di lavoro?”
Devi rispondere al telefono?
Partecipare a videoconferenze?
Presentare un prodotto?
Negoziare un prezzo?
Scrivere a un cliente?
Accogliere un visitatore straniero?
Spiegare un problema tecnico?
Gestire un reclamo?
Presentare la tua azienda durante una fiera internazionale?
Perché puoi conoscere molto bene l’inglese e trovarti comunque in difficoltà quando devi usarlo professionalmente.
Ed è proprio da qui che vorrei partire.
Sapere l’inglese e lavorare in inglese non sono esattamente la stessa cosa
Immagina quattro persone.
Un avvocato.
Un export manager.
Un responsabile commerciale.
Un imprenditore.
Supponiamo che abbiano tutti lo stesso livello linguistico: B2.
Sulla carta sembrerebbero avere una preparazione simile.
Ma prova a osservarli durante una normale giornata lavorativa.
L’avvocato potrebbe avere bisogno di spiegare una clausola, confrontarsi con un collega straniero o utilizzare un registro estremamente preciso.
L’export manager potrebbe dover negoziare condizioni commerciali, parlare con distributori, partecipare a fiere e gestire follow-up.
Il responsabile commerciale potrebbe avere bisogno di presentare un’offerta, rispondere alle obiezioni e condurre una videocall.
L’imprenditore potrebbe dover presentare l’azienda, raccontarne il valore, discutere una partnership e prendere decisioni.
Stesso livello.
Quattro inglesi professionali differenti.
Ed è questa una delle ragioni per cui ritengo limitante parlare semplicemente di “corso di inglese”.
Il tuo vero livello emerge quando la situazione diventa reale
Durante una lezione tutto è relativamente semplice.
Hai tempo.
Conosci l’argomento.
Sai che qualcuno ti correggerà.
Puoi fermarti.
Puoi riprovare.
Poi arriva la telefonata vera.
Il cliente parla velocemente.
La connessione non è perfetta.
Compare un termine che non conosci.
Ti viene fatta una domanda che non avevi previsto.
E improvvisamente quello che sapevi sembra molto meno accessibile.
Non significa necessariamente che il tuo inglese sia insufficiente.
Significa che devi allenare anche un’altra competenza:
la capacità di utilizzare l’inglese sotto le condizioni reali in cui lavori.
È una differenza fondamentale.
Il Business English non è un vocabolario più difficile
Quando si parla di Business English, qualcuno immagina immediatamente lunghe liste di termini aziendali.
Revenue.
Stakeholder.
Forecast.
Benchmark.
Deadline.
Naturalmente il lessico professionale è importante.
Ma conoscere termini sofisticati non significa necessariamente comunicare bene.
Potresti conoscere la parola stakeholder e non riuscire a interrompere educatamente una persona durante una riunione.
Potresti sapere cosa significa forecast e non riuscire a spiegare perché una previsione deve essere modificata.
Potresti conoscere perfettamente deadline e non sentirti sicuro quando devi comunicare a un cliente che quella scadenza non potrà essere rispettata.
E allora dov’è la vera competenza?
Nell’uso.
Nel contesto.
Nella capacità di trasformare la lingua in azione.
Una riunione internazionale è un ottimo esempio
Pensa a quante competenze linguistiche entrano in gioco durante una sola riunione.
Devi salutare.
Presentarti.
Aprire la conversazione.
Presentare l’ordine del giorno.
Chiedere un’opinione.
Concordare.
Non concordare.
Interrompere.
Chiedere chiarimenti.
Riformulare.
Gestire un’obiezione.
Riassumere.
Definire le azioni successive.
Salutare.
La grammatica attraversa tutte queste attività.
Ma non è il vero obiettivo.
Il vero obiettivo è gestire la riunione.
Questa distinzione cambia completamente il modo in cui puoi allenarti.
Parti dalle situazioni, non dai capitoli
È questo uno dei principi che considero più utili nella formazione linguistica professionale.
Invece di chiederti:
“Quale capitolo devo studiare questa settimana?”
prova a chiederti:
“Quale situazione devo essere in grado di gestire meglio questa settimana?”
Se devi affrontare una presentazione, allena la presentazione.
Se hai una fiera internazionale tra un mese, simula la fiera.
Se ricevi continuamente telefonate dall’estero, lavora sulle telefonate.
Se scrivi venti email al giorno, analizza quelle email.
Se devi negoziare, simula una negoziazione.
Il materiale didattico rimane importante.
Ma diventa uno strumento al servizio dell’obiettivo, non l’obiettivo stesso.
Anche gli errori cambiano
C’è poi un aspetto particolarmente interessante.
Nel Business English non tutti gli errori hanno lo stesso peso.
Una piccola imperfezione grammaticale che non altera il significato potrebbe avere conseguenze quasi nulle.
Una formulazione ambigua riguardante prezzo, quantità, responsabilità o scadenza potrebbe invece creare un problema concreto.
Per questo, in un contesto professionale, la domanda non dovrebbe essere soltanto:
“È grammaticalmente corretto?”
Dovrebbe essere anche:
“È inequivocabile?”
“È appropriato al contesto?”
“Trasmette esattamente ciò che voglio comunicare?”
“Come verrà percepito dall’altra persona?”
Qui lingua e comunicazione professionale iniziano a sovrapporsi.
E qui entra in gioco anche la cultura
Lavorare in inglese significa spesso lavorare con persone che provengono da culture diverse.
Non basta quindi sapere cosa dire.
Devi imparare anche come dirlo.
Quanto essere diretti?
Come esprimere disaccordo?
Come formulare una richiesta?
Come dire “no” senza deteriorare una relazione?
Come sollecitare una risposta?
Come affrontare un ritardo?
Sono domande linguistiche.
Ma sono anche domande relazionali e interculturali.
Ed è uno dei motivi per cui il Business English può diventare molto più interessante di un semplice corso di lingua.
Il tuo lavoro può diventare il tuo materiale didattico
Questa è probabilmente una delle idee più importanti.
Il materiale migliore potrebbe essere già davanti a te.
Le tue email.
Le tue presentazioni.
Le telefonate che devi fare.
Le riunioni a cui partecipi.
I prodotti che devi descrivere.
Le obiezioni che ricevi.
Le domande dei tuoi clienti.
Le situazioni che ti mettono in difficoltà.
Naturalmente, quando si lavora con materiale aziendale, riservatezza e informazioni sensibili devono essere trattate con attenzione.
Ma il principio rimane:
più l’apprendimento assomiglia al tuo lavoro, più facilmente ciò che impari entrerà nel tuo lavoro.
Da “corso di inglese” a percorso professionale
Ecco perché preferisco ragionare in termini di percorso.
Prima:
dove sei?
Poi:
dove devi arrivare?
E soprattutto:
in quali situazioni devi funzionare meglio?
Da queste risposte possiamo costruire un lavoro mirato su:
- speaking;
- listening;
- email;
- meeting;
- presentazioni;
- negoziazione;
- lessico settoriale;
- pronuncia e comprensibilità;
- comunicazione interculturale.
Non necessariamente tutto insieme.
Solo ciò che serve davvero.
Il risultato che cerchiamo non è “sapere più inglese”
Naturalmente, alla fine saprai anche più inglese.
Ma non è questa la trasformazione più importante.
La trasformazione è arrivare a una riunione e concentrarti sull’argomento anziché sulla lingua.
Rispondere a una telefonata senza pensare:
“Spero che non sia uno straniero.”
Scrivere un’email senza tradurre ogni frase dall’italiano.
Presentare il tuo lavoro senza sentire che il tuo inglese ne riduce il valore.
Negoziare pensando alla strategia, non al verbo da utilizzare.
È allora che l’inglese smette di essere una materia.
E diventa ciò che dovrebbe essere:
uno strumento professionale.
Fai questo piccolo test
Prendi un foglio e scrivi le cinque situazioni in cui utilizzi — o vorresti utilizzare — più frequentemente l’inglese.
Per esempio:
- videoconferenze;
- email;
- presentazioni;
- telefonate;
- negoziazioni.
Ora assegna a ciascuna situazione un valore da 1 a 5:
1 = mi sento completamente in difficoltà
5 = la gestisco con sicurezza
Non hai appena fatto un test di grammatica.
Hai fatto qualcosa che, per progettare un percorso professionale, può essere ancora più interessante:
hai iniziato a costruire la mappa del tuo inglese reale.
E da quella mappa possiamo partire.
Una domanda, quindi, prima di chiudere
Non ti chiedo:
“Quanto è buono il tuo inglese?”
Ti chiedo:
“Che cosa vorresti riuscire a fare in inglese che oggi non riesci ancora a fare con la stessa sicurezza con cui lo faresti in italiano?”
La risposta vale molto più di un elenco di vocaboli.
Perché identifica il punto esatto in cui la lingua incontra la tua vita professionale.
Ed è proprio lì che vale la pena lavorare.
Migliora la tua comunicazione professionale.
Se vuoi capire da dove partire, possiamo analizzare insieme il tuo livello, le situazioni che affronti realmente e gli obiettivi professionali che vuoi raggiungere.
Prenota una consulenza linguistica gratuita con Global Translations.
Non per scegliere semplicemente “un corso di inglese”.
Ma per capire quale inglese serve realmente a te e al tuo lavoro.


